‘Ndrangheta: nel mirino della Giustizia la Giunta Scopelliti

Ndrangheta e Politica a Reggio Calabria nel mirino della Magistratura

Ndrangheta e Politica a Reggio Calabria nel mirino della Magistratura

Tra le donne fermate dai Ros dei carabinieri di Reggio Calabria con l’accusa di aver favorito la latitanza del boss Domenico Condello figura anche Giuseppa Cotroneo, madre della compagna dell’assessore all’urbanistica del Comune di Reggio, Luigi Tuccio e anche suocera di Massimo Pascale, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti.

La donna, che è anche la madre di Bruna, moglie di Pasquale Condello (fratello del latitante Domenico Condello e cugino del più famoso Pasquale Condello detto “il Supremo”) è accusata di aver messo a disposizione del latitante un immobile per un certo periodo di tempo. Gli inquirenti hanno rinvenuto anche un “pizzino” lasciato dal latitante alla Cotroneo a mò di ringraziamento: “Cara Commare io me ne sto andando – aveva scritto Mico Condello di suo pugno -. Mi diceva l’amico che qui ogni tanto per un paio di giorni posso venire, e io l’ho ringraziato. Lascio qui tutto quello che mi avete mandato perché se torno mi può servire. Vi ringrazio di tutto. Se avete bisogno mi fate sapere, salutate tantissimo Bruna. Vi abbraccio e se Dio vuole ci rivedremo. Ciao. Compare M…”.

Questo episodio è destinato a rinfocolare le polemiche delle scorse settimane tra l’ex comandante del Ros di Reggio Calabria colonello Valerio Giardina e il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti. Il colonnello infatti, deponendo al processo “Meta” sulle cosche del reggino, aveva sollevato dubbi e ipotizzato la vicinanza del governatore alla cosca Condello. In particolare il riferimento era alla gestione di un immobile sequestrato alla famiglia Condello e ristrutturato dal Comune di Reggio Calabria (all’epoca guidato dal sindaco Scopelliti) quando l’immobile era ancora nella disponibilità della famiglia.

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