Silvio Berlusconi – Forza Italia

Forza Italia è un partito politico italiano fondato nel 2013 da Silvio Berlusconi che riprende il nome e il simbolo della vecchia Forza Italia esistita tra il 1994 e il 2009.

Silvio Berlusconi - leader del "Popolo della Libertà"

Silvio Berlusconi – leader del “Popolo della Libertà”

Forza Italia è un partito politico italiano fondato nel 2013 da Silvio Berlusconi; il partito riprende il nome e il simbolo della vecchia Forza Italia esistita tra il 1994 e il 2009. In Forza Italia è confluita la parte maggioritaria degli esponenti del Popolo della Libertà, esclusa l’area vicina ad Angelino Alfano, che ha costituito invece il Nuovo Centrodestra.

Dal luglio 2012, nel PdL iniziò a essere ventilata l’ipotesi di un ritorno a Forza Italia. Il Popolo della Libertà nato nel 2008 era infatti una federazione di partiti dell’area di centrodestra, quali in particolare FI e Alleanza Nazionale, che si proponeva, a seguito del congresso 2009, di trasformare la lista elettorale che ebbe successo alle politiche dell’anno precedente in un partito dall’organizzazione capillare sul territorio, con l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e quello della Camera Gianfranco Fini leaders e fondatori. A seguito dello sfaldamento della maggioranza a sostegno del Governo Berlusconi IV, causata dalla scissione con Futuro e Libertà di Fini, Berlusconi decise in un primo momento di operare un restyling del Popolo della Libertà, ma lo congelò fino alla caduta del proprio governo. Dopo la sconfitta alle comunali del 2012 da più parti si richiedeva di rifondare totalmente il partito con voce sempre più grande, anche se Berlusconi smentiva ancora le voci di un possible ritorno a FI. Divenuto «Forza Italia!» solo uno slogan del PdL per le elezioni politiche del 2013, passi concreti verso un ritorno al partito sciolto nel 2009 vengono fatti solo dal giugno 2013 poche settimane dopo la sconfitta alle amministrative (che denunciarono un partito assai poco radicato sul territorio) che sfoceranno nel comunicato approvato il 25 ottobre successivo dall’Ufficio di Presidenza del PdL che «delibera la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, per convergere verso il rilancio di “Forza Italia”» e confermato il 16 novembre dal Consiglio nazionale.

Il passaggio dal PdL a FI, non condiviso da tutto il partito ma ampiamente sostenuto dalla cosiddetta ala “lealista” o “dei falchi” del PdL che si oppone al governo Letta, viene così messo ai voti al Consiglio Nazionale del PdL del 16 novembre che approva all’unanimità il ritorno a Forza Italia mentre la cosiddetta ala “governativa” o “delle colombe”, che contava di circa 130 membri del consiglio sugli 870 totali, non partecipa ai lavori dando così origine a una scissione. I cosiddetti governativi, infatti, non approvavano il punto del documento approvato dalla direzione nazionale che prevedeva un’uscita dalla maggioranza dell’esecutivo in caso di voto favorevole degli alleati di governo del Partito Democratico sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, anche se per evitare la scissione per settimane si tentò una vana mediazione tra le varie correnti.

Nello stesso giorno Angelino Alfano, durante una conferenza stampa a cui partecipano tutti gli esponenti dell’ala governativa, annuncia la nascita di una seconda formazione politica dalle ceneri del partito comune, chiamata Nuovo Centrodestra, cui aderiscono un terzo dei parlamentari del PdL. Alfano annuncierà successivamente che non è esclusa, in vista delle sfide elettorali nazionali e locali di base maggioritaria, una possibile alleanza tra i due partiti all’interno della medesima coalizione.

Il 20 novembre i gruppi parlamentari del PdL assumono la denominazione Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi presidente alla Camera e Gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura al Senato. Nel novembre aderiscono Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo.

Il 26 novembre il Governo, in serata, pone la fiducia sulla legge di stabilità presentando un maxiemendamento che integra le modifiche della commissione bilancio del Senato. Forza Italia, nella conferenza dei capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, annuncia il no alla finanziaria e l’uscita dalla maggioranza del Governo Letta.

Il 2 gennaio 2014 Berlusconi nomina i primi coordinatori regionali e annuncia per il 26 gennaio gli “stati generali” del partito.

Il 18 gennaio 2014, presso la sede del PD, avviene l’incontro tra Silvio Berlusconi e il neoeletto segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, sul tema della legge elettorale e delle riforme istituzionali.

Il 24 gennaio 2014 Giovanni Toti viene nominato consigliere politico del partito. Viene inoltre diramata la lista definitiva dell’organigramma nazionale, che comprenderà 15 persone con precise delegazioni.

Terminate le nomine dei coordinatori regionali, arrivano le prime deleghe ai relativi comitati di presidenza, partendo da Lombardia e Liguria. Il 20 febbraio, intanto, vengono annunciati per luglio i congressi territoriali del partito volti a individuarne gli organi periferici, con il varo della campagna di tesseramento. Poco dopo una delegazione di 200 volontari partirà da Roma per raggiungere i territori poco coperti dalla rete internet e dare vita a una campagna porta a porta volta a far conoscere il nuovo movimento politico e incentivare l’apertura di nuovi club. Il nome dell’iniziativa è “Missione Azzurra”.

Alla fine di febbraio, a seguito della caduta del Governo Letta e dell’entrata in carica del Governo Renzi, sostenuto dalla stessa maggioranza, Forza Italia decide di rimanere all’opposizione, salvo valutare di volta in volta i provvedimenti dell’esecutivo. Viene comunque annunciato che il gruppo voterà assieme al governo relativamente alla nuova legge elettorale e alle riforme istituzionali. Poche settimane dopo verrà diramato definitivamente l’ufficio di presidenza nazionale del partito.

Fonte Wikipedia

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