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sabato, Ottobre 31, 2020

Adriana Musella, pioggia di querele contro chi ha attivato macchina del fango.

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Adriana Musella - Roberto Saviano
Adriana Musella – Roberto Saviano

Adriana Musella Presidente dell’Associazione Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”, promotrice della Gerbera Gialla, fiore simbolo della lotta alle mafie, ha deciso di querelare tutti coloro i quali hanno infangato il suo nome, quello dell’Associazione che presiede, nonché il nome di suo padre Vittima di Mafia. Adriana Musella, ha deciso di procedere a denuncia con il pieno sostegno dei suoi consulenti. Qui di seguito la sua nota stampa:

“Legge n. 47 / 1948 /art.8 (Analoga nota è’ stata inviata al “Corriere della Calabria” in merito agli articoli di tale Alessia Candito ….)
AL DIRETTORE DEL FATTO QUOTIDIANO
Passato lo schock iniziale, con riferimento all’articolo titolato “L’ANTIMAFIA ALLEGRA CON I SOLDI PUBBLICI”, comparso sul FATTO QUOTIDIANO del 26 febbraio u.s. a firma di Lucio MUSOLINO, si segnala che le affermazioni in esso contenute sono menzognere e fuorvianti, in quanto la fonte da cui promanano risiede in un articolo di altra articolista, tale Alessia CANDITO del Corriere della Calabria del 25 febbraio, dal titolo “I soldi dell’antimafia finiti in viaggi e magliette” che è basato su documentazione non ufficiale di cui non è stata richiesta l’attendibilità, basata solo ed esclusivamente su modalità di acquisizione, interpretazioni e ricostruzioni strettamente personali. Ciò posto, l’articolo firmato dal giornalista Lucio MUSOLINO è gravemente diffamatorio nonché lesivo della dignità, della storia, del nome e dell’immagine del Coordinamento Riferimenti che negli anni, ha partecipato alla costruzione del Movimento Antimafia in questo Paese nonché lesivo non solo dell’immagine della sottoscritta ma di tutti quelli che, insieme alla stessa, da 25 anni hanno fatto del proprio impegno una ragione di vita mettendola a repentaglio e rischio continuo. Ho ricevuto una telefonata dal Musolino in data 25 febbraio, nell’immediatezza della pubblicazione della Candito, in cui mi chiedeva cosa avessi da controbattere al di lei articolo. Ho risposto per quel che potevo, non avendo, a caldo, la serenità d’animo occorrente, essendo rimasta traumatizzata dalla violenza e artificiosità di una ricostruzione del tutto strumentale di dati e fatti, basati, ripeto, su carte non ufficiali ma bozze di cui non si ci è preoccupati minimamente di chiedere conto. Il giorno dopo, ho richiamato il Musolino, volendo affidare a lui la mia replica. La risposta è stata che quello che riguardava la vicenda era già stato scritto. Non avevo in quel momento letto ancora l’articolo del Fatto Quotidiano a sua firma. Tanto premesso, in nome e per conto dell’Associazione che rappresento, mi riservo ogni qualsivoglia azione, atta a tutelare l ‘immagine dell’Associazione Riferimenti nonché quella della mia persona e della mia famiglia nelle sedi competenti.
La Presidente Adriana Musella Reggio Calabria,10 marzo 2016
N.B: Le sedi competenti varranno per qualunque testata online o bacheca FB, abbia pubblicato commenti allusivi e diffamatori nei miei riguardi, quelli della mia famiglia e del Coordinamento che rappresento”.

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Adriana Musella – Presidente Associazione “Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti”

ALCUNE OPPORTUNE RIFLESSIONI. LA RESISTENZA ALLA MAFIA NASCE NELLE SCUOLE E NELLE PIAZZE
Adriana Musella ha reso disponibili alla Magistratura tutti gli atti in originale relativi alle spese della sua Associazione e in merito ai fatti di Limbadi, su denuncia della stessa Musella, é in corso indagine della DIA. I fatti accaduti all’Associazione Nazionale Antimafia “Riferimenti” presieduta da Adriana Musella evocano con forza le parole di un esperto indiscusso di letteratura antimafia che pone la sua attenzione sul significato di “macchina del fango”. Si tratta dello scrittore Roberto Saviano che da anni vive blindato e sotto scorta ma che, come Adriana Musella, non perde occasione per consegnare la sua esperienza ai Giovani in via di formazione. Un’attività che in Calabria conducono da alcuni anni anche il Procuratore Nicola Gratteri e Antonio Nicaso.
Figlia dell’imprenditore Gennaro Musella, Vittima di mafia, Adriana Musella porta tra i giovani e nelle piazze d’Italia e non solo la sua testimonianza da 25 anni. Un contributo indispensabile quello di parlare ai giovani, nel paese più corrotto d’Europa, l’Italia, che dovrebbe diventare un contributo permanente, una vera e propria disciplina d’insegnamento, sia nella scuole che nelle Università.

Adriana Musella - Roberto Saviano
Lo Scrittore Roberto Saviano

LA MACCHINA DEL FANGO E I SUOI STRUMENTI
La “macchina del fango” è una sorta di arma di distruzione o, meglio, disinformazione di massa. E sul punto Roberto Saviano è chiaro quando afferma che essa non mira a rafforzare i nemici delle vittime, ma a indebolire e spaccare i loro amici. In tal senso sorge spontaneo chiedersi: ma chi è che attiva le macchine del fango? Non crediamo affatto che il celebre autore di Gomorra si riferisca al bar, piuttosto che solo al salotto di conversazione tra amici. Si riferisce a tutti ma in modo particolare agli Organi della Stampa. Oggi, possiamo affermare con altrettanta certezza che, grazie al “potere della rete” e all’attività dei Social Network come Facebook, Twitter e altri, la “macchina del fango” trova sempre meno riscontri nella società civile poiché essa ha sviluppato una sorta di antidoto nei cittadini che hanno sviluppato una sorta di “intelligenza connettiva”. Ma tutti noi abbiamo il dovere di riflettere sul valore della Comunicazione e sul contributo che nello sviluppo della società civile può avere una strategia di Comunicazione “etica” e propositiva.

IL PENSIERO DI ROBERTO SAVIANO SULLA “MACCHINA DEL FANGO”
Questa intervista è stata rilasciata da Saviano alcuni anni addietro ma merita di essere letta con speciale attenzione perché ci offre l’opportunità di capire in profondità quanto sia pericolosa e forviante una cattiva informazione per individui che sono posti sotto scorta per fatti seri e gravi e, d’un tratto, si vedono esposti alla solitudine.
“Se ti opponi (alla mafia, ndr) – dichiara Roberto Saviano – non sarai ucciso (almeno non per adesso), ma di certo sarai delegittimato: faranno in modo che le tue parole perdano valore e useranno il metodo dell’insinuazione”. Il meccanismo è quello che sta alla base del messaggio come: “Tutti sporchi, nessuno sporco”. È la cosiddetta “logica del peggiore”. Quella che ci permette di pulirci la coscienza pensando che anche chi si è dimostrato più bravo, coerente e coraggioso di noi sia comunque corrotto. È tutta una grande giustificazione per tenerci mediocri, per non permetterci più di riconoscere cosa è giusto da cosa è sbagliato, cosa è meglio da cosa è peggio: «Tutti sbagliano – ha precisato Saviano – siamo uomini. Però una cosa è aver sbagliato, una cosa è essere corrotti». La macchina del fango – secondo lo scrittore – non mira a rafforzare i nemici delle vittime, ma a indebolire e spaccare i loro amici. Vuole isolarle, farle passare per bugiarde, instillando il dubbio dell’onestà. Secondo la logica perversa della macchina del fango, deve esserci qualcosa di sporco dietro queste persone, altrimenti non si sarebbero esposte tanto. In questo modo Don Peppe Diana era un pedofilo o conservava armi; Falcone era un arrivista televisivo; Boffo un omosessuale. In poche parole tutti coloro che si oppongono al sistema di potere: sia esso quello mafioso o quello legale. L’arsenale della macchina del fango è composta dai megafoni mediatici, ma anche dalle migliaia o milioni di bocche delle persone innocenti, che spesso perpetuano l’insinuazione senza sapere il male che fanno”.

Senza dubbio l’esperienza di Roberto Saviano è diretta e in grado di disarmare questa terribile arma, fortunatamente ben identificabile. Ma dopo alcuni giorni di silenzio rispetto alla pubblicazione de Il Corriere della Calabria poi ripresa da Il Fatto Quotidiano, Adriana Musella certa del fatto suo, ha parlato annunciando una pioggia di querele.

ISTITUZIONI SEMPRE ATTENTE AL MESSAGGIO FORMATIVO DI “RIFERIMENTI”
Sin dalla morte per mano della mafia di suo padre, avvenuta a Reggio Calabria nel 1982, Adriana Musella opera quotidianamente nei contesti formativi, tra Scuole e Università, ma anche nelle piazze e in ogni occasione si prospetti, un suo programma di cultura antimafia efficace al punto tale, da meritare l’assegnazione delle chiavi di un bene sequestrato dallo Stato alla famiglia Mancuso di Limbadi, in provincia di Reggio Calabria e la presenza alle manifestazioni pubbliche di “Riferimenti”, delle massime cariche istituzionali dello Stato. Ciò, anche indice della trasparenza con la quale l’Associazione “Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti”, si è sempre posta innanzi alle Istituzioni dello Stato. Quello di Limbadi potrebbe considerarsi un qualsiasi bene sequestrato in seno alle attività antimafia, se non fosse per la simbologia che porta in seno il bene e la conseguente assegnazione a “Riferimenti”. La famiglia Mancuso, infatti, come evidenziano le attività della Magistratura antimafia, è da considerare all’apice dei vertici della ‘ntrangheta in campo internazionale.

Una cosa è certa perché testimoniata dalla cronaca: per la prima volta Adriana Musella, dopo ben 25 anni di attività coerenti con la sua mission statutaria, viene esposta al pubblico ludibrio da un addetto alla cronaca. Ma ciò che fa riflettere e rende legittimo ogni dubbio sul perché, è che ciò accade a sole 24 ore dalla data di consegna da parte del Prefetto di Vibo Valentia delle chiavi del famoso bene di Limbadi sequestrato alla famiglia Mancuso.

Appena due mesi prima a dire che questa struttura poteva essere assegnata solo all’Associazione presieduta da Adriana Musella era stato il Viceministro all’Interno Filippo Bubbico nel corso di una riunione tenutasi presso la Prefettura di Vibo Valentia. La riunione faceva seguito al dialogo piuttosto acceso tra Associazione Antimafia “Riferimenti” e Comune di Limbadi (portavoce il giornalista Pantaleone Sergi), finita sui Social e sulla Stampa. Diverbio sorto a causa di una manifestazione che avrebbe dovuto gestire il Comune di Limbadi e per la quale era stata già prevista importante copertura finanziaria, e che invece, a parere della Musella, non si sarebbe dovuta realizzare perché, in quel momento, poteva rappresentare un inutile spreco di danaro, atteso il dato che nel bene sequestrato ai Mancuso e assegnato alla sua Associazione, mancavano attrezzature e servizi fondamentali per il suo reale utilizzo e inaugurazione.

LA GERBERA GIALLA DI ADRIANA MUSELLA
La Gerbera Gialla è il fiore che Adriana Musella ha individuato per rappresentare simbolicamente il complesso mondo della cultura Antimafia. Se l’Italia oggi conosce il significato della Gerbera Gialla e ne indossa il suo significato di appartenenza ad un mondo che resiste alla seduzione del danaro facile e del potere sul prossimo, lo si deve esclusivamente a chi, come Adriana Musella, ha avuto il coraggio di parlare, di fare nomi e cognomi e di lavorare ininterrottamente sul mondo dei Giovani, nelle Scuole, nelle piazze, accanto alle più alte Istituzioni dello Stato, senza mai dimenticare i paesini e neanche le frazioni ove uno o un gruppo di Cittadini, avvertissero l’esigenza di ribellarsi. La Gerbera Gialla è il simbolo dell’Antimafia e, bisogna dire con estrema chiarezza, che una operazione di delegittimazione rivolta alla Gerbera Gialla, da qualsiasi pulpito dovesse giungere, non è da considerare un attacco alla Musella, ma al termine “Antimafia” poiché la Gerbera Gialla è il suo simbolo. Se i conti dell’Associazione culturale dovessero mostrarsi tutti a posto, lo Stato dovrà riflettere su quanto accade a “Riferimenti”.

LE JENE ALLA RICERCA DELLA MUSELLA
Abbiamo appreso che i redattori delle Jene, il noto programma televisivo Fininvest, sono alla ricerca di Adriana Musella, evidentemente “spinti” dalla curiosità. Abbiamo chiesto al Presidente di Riferimenti se ha deciso di accoglierli. “Certo – ha risposto Adriana Musella alla nostra chiamata- abbiamo bisogno di questi giovani. Sono Jene, non sono mica sciacalli! Le loro telecamere sono importanti per capire quanto fango mi è giunto addosso. Li ho già invitati – ha riferito il Presidente dell’Associazione Antimafia – nella sede di Riferimenti a Reggio Calabria e, poiché le Jene sono note per il loro coraggio, le ho invitate a seguirmi nella Casa dei Mancuso a Limbadi nella quale nascerà l’Università per la Pedagogia dell’Antimafia. E’ importante e spero che accolgano l’invito”.

Vedi anche:

 http://www.ilparlamentare.it/2016/03/in-calabria-fondazione-caponnetto-chi-mira-a-deligittimare-adriana-musella/

http://www.ilparlamentare.it/2016/02/adriana-musella-lettera-aperta-e-conti-trasparenti/

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