Monti al lavoro: Pdl: “Si va verso il buon esito” e Capezzone: “Fli mette tutto a rischio”

Mario Monti nel corso delle consultazioni

Il governo Monti ha sempre più possibilità di essere effettivamente varato. Confermato il sostegno pieno da parte del Pd, anche il Pdl ha aperto più di uno spiraglio all’esecutivo tecnico guidato dall’ex rettore della Bocconi. Al termine delle consultazioni a Palazzo Giustiniani il segretario Angelino Alfano ha parlato di un «buon esito» sgombrando così le nubi di un possibile precipitare della situazione che una presa di posizione del portavoce Daniele Capezzone diramata proprio in concomitanza con il faccia a faccia tra la delegazione pidiellina e il presidente incaricato avevano lasciato intendere. Monti ha dunque terminato gli incontri con le forze politiche. Le consultazioni proseguiranno nel pomeriggio con il Forum dei giovani e la rappresentanza istituzionale delle donne. Dopo di che dovrebbe avere il quadro completo della situazione e gli elementi per sciogliere la riserva con cui aveva accettato l’incarico dal presidente Napolitano. Anche i mercati restano in sospeso nell’incertezza sull’effettivo varo del nuovo governo: in apertura la Borsa di Milano ha mostrato pessimismo e anche lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha iniziato la giornata con uno scarto di oltre 500 punti.

LE POSIZIONI - Entrambi i partiti già alla vigilia avevano dato in linea di massima il proprio benestare, ma il Pdl è alle prese con un fronte di scontenti al proprio interno e con il diniego avanzato dallo stesso Monti ad una serie di richieste sin qui avanzate dal partito. La durata in carica, ad esempio, che per il centrodestra dovrebbe essere limitata alla sola messa in atto dei provvedimenti previsti dalla ormai nota lettera della Bce, mentre l’economista ha puntualizzato che, ottenuta la fiducia, si porrà come orizzonte temporale la conclusione regolare della legislatura, ovvero la primavera 2013. E a creare subbuglio c’è la dichiarazione di Italo Bocchino che sul Corriere di oggi non ha escluso l’eventualità di un’alleanza futura con il Pd «che preveda Monti come candidato a palazzo Chigi». Una boutade che ha causato oggi la reazione del partito del premier: secondo il portavoce Daniele Capezzone in questo modo «il tentativo Monti viene messo irresponsabilmente a rischio». Per i pidiellini, insomma, «mentre il Capo dello Stato cerca di condurre in porto una delicata intesa politica, mentre il Pdl e il centrodestra hanno agito e agiscono con massima responsabilità, c’è – di tutta evidenza – chi gioca allo sfascio». E Guido Crosetto

Guido Crosetto: Peccato che questo disegno, a quanto mi risulta, sia escluso dalla stessa impostazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in base alla quale nessuno dei componenti del nuovo governo sarà candidato alle prossime elezioni. Ci aspettiamo che il premier incaricato, Mario Monti, escluda senza equivoci questa voce». Controreplica di Bocchino: «Il Pdl anzichè agitarsi dinanzi a una provocazione farebbe bene ad essere forza politica responsabile e a sostenere senza se e senza ma il governo Monti, ponendo fine ai troppi distinguo con cui cerca un viottolo che lo porti al voto».

ALFANO: «VERSO BUON ESITO» - Il segretario del Pdl,Angelino Alfano, al termine delle consultazioni ha poi detto di ritenere che «il tentativo del professor Monti sia destinato al buon esito». Alfano ha poi puntualizzato che «gli impegni assunti con l’Europa costituiscono il caposaldo del nostro sostegno». Il leader pidiellino non ha voluto aggiungere altro e non ha risposto alle domande dei giornalisti presenti nella sala stampa di Palazzo Giustiniani.

BERSANI: «MONTI VADA AVANTI» - Anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, era stato di poche parole: «Abbiamo incoraggiato il professor Monti a proseguire con determinazione. E non abbiamo messo un termine al governo», aveva detto al termine del faccia a faccia con il presidente incaricato. Il leader democratico conferma dunque la linea di pieno sostegno all’ex rettore della Bocconi, sottolineando la richiesta di un governo eminentemente tecnico che possa raccogliere il maggiore consenso possibile. «Abbiamo dato conferma dell’intenzione di metterci a sostegno di un governo autorevole di caratura tecnica – ha puntualizzato Bersani – , non per sostenere meno ma meglio e consegnare alla politica il compito di un impegno convinto e organizzare un percorso per costruire qualche urgente riforma». Fonti parlamentari avevano poi lasciato intedere che il Pd avrebbedato il via libera all’ingresso nell’esecutivo di Gianni Letta e Giuliano Amato, due figure tecniche ma al tempo stesso politiche, visti i trascorsi di entrambi. Circostanza, questa, poi però smentita dall’ufficio stampa di Bersani.

CONVOCAZIONE «A DOMICILIO» - La Camera nel frattempo resta «convocata a domicilio», secondo la formula di prassi: i lavori sono sospesi fino al voto di fiducia che verrà chiesto dal presidente incaricato al termine delle consultazioni con i gruppi politici e le forze sociali, se questi si chiuderanno con un sostanziale via libera alla formazione del nuovo governo. La convocazione, in ogni caso e salvo sorprese, dovrebbe avvenire presumibilmente entro venerdì e nell’attesa non ci saranno sedute delle commissioni permanenti.

 

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