Salvatore Borsellino molla Rivoluzione Civile

Salvatore Borsellino - fratello del Magistrato ed Eroe Paolo Borsellino

Salvatore Borsellino - fratello del Magistrato ed Eroe Paolo Borsellino

Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso in Via D’Amelio, prende le distanze da Antonio Ingroia e dal suo movimento «Rivoluzione Civile». Anche se «con rammarico» afferma che non sosterrà la lista capeggiata dall’ex procuratore aggiunto a Palermo. «Difficilmente – afferma – potrò confermare quell’appoggio che, dopo alcune perplessità iniziali, avevo dato alla lista. Probabilmente qualcuno era interessato unicamente alla mia candidatura e una volta venuta a cadere questa ipotesi, non ha ritenuto di volere dare fiducia ai giovani da me indicati».
Sempre sul fronte «Rivoluzione civile», nella giornata di giovedì si registra anche un intervento di Ingroia a proposito della possibile desistenza. «Escludo patti di desistenza, non ci sono patti di alcun tipo con nessuno, noi non facciamo queste cose dietro le quinte – dice -. Noi siamo alternativi al montismo, è impensabile quindi parlare di desistenza se prima il Pd non chiarisce i suoi rapporti con Monti».

SU FACEBOOK - Tornando a Salvatore Borsellino, si tratta di una rottura clamorosa visti anche i rapporti che Ingroia aveva con Paolo Borsellino. Il fratello del magistrato ha affidato il suo sfogo a Facebook dopo che i due candidati del movimento delle agende rosse da lui indicati erano stati relegati dietro esponenti di partito, agli ultimi posti e senza possibilità di essere eletti. «Giovani – afferma Salvatore Borsellino – che pure hanno sempre profuso il loro impegno civile anche a sostegno di quei magistrati che, continuando a indossare la loro toga vanno in cerca della verità e della giustizia».

GIOVANI ESCLUSI - E aggiunge con amarezza: «Avevo pensato di dovere aspettare la pubblicazione delle liste» ma non si può che prendere atto che «i due rappresentanti del mio movimento che, insieme a tanti altri giovani, mi avevamo dato la disponibilità ad essere candidati nella lista di Rivoluzione Civile e che io avevo indicato come elementi di punta per il loro curriculum, per le loro qualità intrinseche e per l’impegno, non hanno trovato posto nella lista Ingroia se non posposti, e non di poco,ad altri nomi sia di politici che della società civile». I primi «in base alle contrattazioni di vecchio stampo tra i partiti componenti la lista», i secondi «scelti in base alla notorietà ed alla visibilità mediatica che non sempre coincidono con l’impegno civile».

LA REPLICA – Immediata la replica di Ingroia. «Nutro grande stima, affetto e riconoscenza per l’impegno e la passione profusi in questi anni da Salvatore Borsellino nella lotta per la verità sulle stagioni più buie della nostra storia -afferma- conoscendolo, capisco anche il suo disappunto per il fatto che la lista civica che abbiamo organizzato contiene anche, al suo interno, esponenti di punta di partito, ma Salvatore deve sapere che noi non siamo antipolitica. Noi crediamo nella possibilità di mettere insieme le energie migliori della società civile e della buona politica. Quegli stessi partiti che hanno combattuto dentro e fuori il Parlamento la battaglia per la verità sulla trattativa Stato-mafia e sulla stagione delle stragi».

INGENEROSO - E poi l’invinto a riconsiderare i giudizi durissimi. «Chiedo a Salvatore Borsellino di avere pazienza, verificando che i nomi inseriti nelle nostre liste certamente non sono stati scelti in base alla notorietà e alla visibilità mediatica, ma selezionati in base a storie lunghe e dolenti di impegno civile, spesso segnate da tragedie come quella di Salvatore. Un solo nome per tutti, Franco La Torre. Chiedo a Salvatore quindi di rispettare questi nomi e questi nostri candidati. Non meritano di essere considerati scelti “in base alle contrattazioni di vecchio stampo tra i partiti componenti la lista”. Sarebbe ingeneroso da parte sua». Fonte: Corriere della Sera.it

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