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venerdì, Ottobre 30, 2020

Da Nuvolari a Trulli, tutti i sovrani Italiani di Monaco

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Tazio Nuvolari e Jarno Trulli, rispettivamente primo e ultimo italiano a trionfare nel GP di Monaco

Sono sette le affermazioni dei nostri piloti sulle strade del Principato. Dal successo nel 1932 del mantovano volante fino all’ultimo, firmato dall’abruzzese nel 2004. Nel mezzo imprese epiche e prime volte da leggenda.

Montecarlo è da sempre meta di italiani. Turisti ma anche nuovi residenti, incoraggiati dalla vicinanza con Ventimiglia, dal sole per oltre 300 giorni l’anno e dalla pressione fiscale favorevole. Ma il Principato, dove domenica 25 si corre l’edizione numero 72 della corsa più affascinante del mondo, è terra ostica per i nostri piloti. Sono solo sette le affermazioni italiane e appena due quelle valide per il Mondiale.

La prima volta – Il primo a piantare il tricolore fra le stradine del Principato è stato, ovviamente, Tazio Nuvolari nel 1932. Il mantovano volante su Alfa Romeo, chiuse davanti a Caracciola. Il tedesco, che correva per un team privato Alfa, nell’ultimo giro rinunciò a sorpassare l’italiano, che aveva accusato un problema al carburatore.

La sfida stellare – L’anno successivo ci pensò Achille Varzi, grande rivale di Nuvolari, a portare il tricolore sul podio. Per la prima volta la griglia di partenza fu decisa tramite i tempi ottenuti in prova e non con il sorteggio. I due battagliarono sino all’ultimo giro, quando l’Alfa del mantovano cedette e lasciò campo libero alla Bugatti di Varzi. 

A cavallo della Guerra – Nel 1935 a trionfare fu Luigi Fagioli, che portò al traguardo la Mercedes, grande protagonista in quegli anni e dominatrice come la creatura affidata oggi a Hamilton e Rosberg. Nel 1948, nella prima edizione dopo la Guerra, fu doppietta italiana: successo per Nino Farina (in seguito primo campione del mondo di F1) su Maserati.

Principato di Maranello – Nel 1952 ecco una data storica. Il Conte Vittorio Marzotto porta al successo per la prima volta la Ferrari nel GP di Monaco, con la Rossa che monopolizza l’intero podio. Peccato che la gara non fosse valida per il Campionato. Per il Cavallino arriveranno altri otto successi: l’ultimo firmato da Michael Schumacher nel 2001.

Gli ultimi sorrisi – Per rivedere un italiano sul gradino più alto del podio bisognerà attendere 30 anni. Nel 1982, nella gara successiva alla tragica morte di Gilles VilleneuveRiccardo Patrese compì il suo capolavoro andando avincere a sorpresa con la Brabham, precedendo la Ferrari di Pironi e l’Alfa di De Cesaris. Per l’italiano si trattò del primo successo della carriera.
L’astinenza dei nostri piloti durò ulteriori 22 stagioni. A interromperla ci pensò nel 2004 Jarno Trulli, che portò al successo la Renault. Per l’abruzzese fu un week-end perfetto: pole e trionfo, il primo in F1. Davvero niente male…

Fonte Sky Sport di Claudio Barbieri

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