Incendi, il sindaco di Rende: “Sono di natura dolosa”

Manna è sicuro: "Non si tratta di autocombustione, c'è la mano dell'uomo». Negli ultimi giorni i roghi hanno colpito molti comuni del Cosentino. «Gli inquirenti facciano luce al più presto".

Marcello-Manna

Il Sindaco della Città di Rende Avv. Marcello Manna

«Non si tratta di autocombustione, è evidente che c’è la mano dell’uomo». Il Sindaco di Rende Marcello Manna non ha dubbi sulla natura dolosi della gran parte dei roghi che questa estate hanno interessato la Calabria. Negli ultimi giorni è stato proprio il territorio della provincia di Cosenza il più colpito, con le fiamme che si sono propagate in molti comuni, tra cui le stesse Cosenza e Rende, Dipignano, Luzzi, Carolei, Acri e Mendicino. «Una percentuale di questi roghi – commenta Manna raggiunto dal Corriere della Calabria – possono essere considerate azioni scellerate, un’altra parte è invece assolutamente di natura dolosa. Verificare questo dato ci può far capire di fronte a quale fenomeno siamo, e se c’è una precisa strategia che si sta muovendo nella nostra regione. Il reato di incendio è particolarmente odioso perché aggredisce persone, cose, coltivazioni, proprietà, e non è diretto contro un solo soggetto, ma può riguardare intere comunità».
Rende, in particolare, ha vissuto momenti di grande tensione, con 10 famiglie costrette a lasciare temporaneamente le loro case nel quartiere Arcavacata. «L’incendio è stato domato – continua il sindaco –, ma è necessario che chi deve fare le indagini le faccia al più presto, con le opportune verifiche sulla dolosità dei roghi. Il nostro territorio è nel mirino fin dai primi roghi nella ex Legnochimica. Ho anche presentato un esposto-denuncia diversi mesi fa. Serve una particolare attenzione su un fenomeno allarmante. Qualcuno mi ha detto che in Calabria ci sono stati 5mila incendi: se questo è il numero, dobbiamo riflettere: non è pensabile che sia solo autocombustione, è evidente che c’è la mano dell’uomo e che sia necessario procedere come si deve».

Fonte Corriere della Calabria

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