Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

19 Agosto 2018 -  Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Il 19 agosto, nell’anniversario dell’attentato del 2003 al quartier generale delle Nazioni Unite a Baghdad, si celebra la Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario.

Centotrenta milioni di persone, affette dalle conseguenze di conflitti o di disastri naturali, sono oggi bisognose di aiuto e, di queste, settanta milioni sono costrette a lasciare le loro case.

Mai, dalla fine della seconda guerra mondiale, stimano le Nazioni Unite, la crisi è stata così grave e rifugiati e sfollati sono stati così numerosi.

Queste nuove e complesse sfide avvalorano l’impegno dell’Italia per il rispetto, la promozione e lo sviluppo del diritto internazionale umanitario, imprescindibile strumento per assicurare l’accesso alla solidarietà internazionale a tutte le popolazioni bisognose di assistenza – senza discriminazioni dl alcun genere – e soprattutto ai soggetti più vulnerabili. Tutto questo nell’affermazione dei principi di neutralità, imparzialità e indipendenza dell’azione umanitaria.

Nei contesti di emergenza l’impegno esemplare della cooperazione italiana è sempre volto a preservare la vita e la dignità delle persone, secondo un approccio che contempla sia la risposta alle urgenze più immediate delle popolazioni sia le esigenze dl ricostruzione e sviluppo di medio e lungo periodo.

Questa sfida estremamente impegnativa coinvolge migliaia di operatori umanitari italiani, attivi nelle carriere dello Stato, negli organismi internazionali e nelle organizzazioni della società civile. Essi intervengono nelle aree più remote del mondo in condizioni spesso estreme, rischiando anche la vita per portare aiuti.

Questa Giornata costituisce un’occasione per riflettere sul valore del loro impegno e sul loro coraggio, che contribuiscono a rendere grande il nostro Paese.

A tutti loro va la gratitudine della Repubblica».

Fonte Quirinale

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