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Tic: preoccuparsi? ne parla Mauro Porta

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Tic: ne parla il Prof. Mauro Porta - a cura di Mario Campanella
Tic: ne parla il Prof. Mauro Porta 

La sindrome di Tourette interessa almeno 350 mila italiani . Ma molti pensano che siano seicentomila i nostri connazionali alle prese con un disturbo diagnosticato per la prima volta 130 anni fa ma ancora misconosciuto . Di questi, almeno ventimila sono calabresi, con un percentuale che tocca il 2%.

La descrizione della malattia ha generato equivoci , ritenendo che la sindrome fosse quella delle grida e delle urla, delle parolacce e delle bestemmie, ma questa categoria assorbe solo il 10% di tutti quelli che ne soffrono. I tics motori e vocali( oppure fonori ) – esordisce Mauro Porta, docente di neurologia a Milano e primario al Galeazzi, il maggiore esperto di materia – sono in gran parte semplici : movimenti stereotipati con il collo e le mani, strizzatine d’occhio , tocchi, poi sibili, colpi di tosse , suoni impercettibili. Una sindrome che ha acquisito nel tempo una rimodulazione , per come ci spiega lo stesso professore:” Nelle mie osservazioni cliniche, l’80-90% dei pazienti manifesta anche comportamenti ossessivi, mentre un’altra buona percentuale compresenta ad hd. L’esordio è infantile : ” Dai 4 agli otto anni, con esacerbazioni tra i 10 ed i 14 anni – spiega Porta- e con un andamento nettamente migliorativo alla fine dell’adolescenza . A volte la Tourette è scambiata per disturbo ossessivo : ” perchè’  i tics tendono magari a scomparire e rimangono queste manifestazioni che fanno parte, però, sempre della sindrome “. Non di frequente si verificano stati d’ansia e depressivi.

La ricerca clinica tende ormai a considerare le manifestazioni ossessive concomitanti come facente parte della Tourette -osserva Porta- che è di pertinenza neurologica e non psichiatrica. Alcuni tics , come quelli vocali , possono regredire e rimanere quelli motori, con l’andamento evolutivo. A volte – continua il luminare- si registra la cosidetta “assenza clinica” cioè la scomparsa momentanea degli stessi tics. .La terapia offre diverse soluzioni- spiega il professore – da quelle farmacologiche al deep brain ,cioè la stimolazione cerebrale ma un aspetto importante è proprio l’accettazione : quando un paziente assume piena>consapevolezza che si tratta di una condizione che può assolutamente essere compatibile con le capacità intellettuali e lavorative , compie un primo, decisivo passo verso una condizione di serenità Renata Rizzo , dell’Università di Catania, fa parte del network europeo che studia la Tourette :” Stiamo cercando e valutando le ipotesi genetiche e quelle multifattoriali del disturbo che esordisce prima dei 18 anni “.

La Rizzo ( che lavora insieme a Piero Pavone, un giovane luminare , primario di neurologia al policlinico etneo ) parla della variabilità dei tics:” A volte quelli fonici possono quasi essere impercettibili, tipo un fischio, un sibillio, , ingoiare oppure annusare “. Una diagnosi differenziale può intervenire con la Pandas , ” che è di origine streptococcica ma che in realtà può essere causata anche da agenti virali “.

Nella Tourette , come nella Pandas- continua la prof.ssa Rizzo- i sintomi possono conoscere esacerbazioni e remissioni. L’importante è sapere che è una sindrome che non riguarda l’integrità della persona e la sua intelligenza- conclude la prof.ssa Rizzo- ne sono affetti politici , calciatori, artisti : spesso, la Tourette dà proprio quella marcia in più in termini di creatività. A cura di Mario Campanella

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