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martedì, Giugno 25, 2024

Cosenza, Nicola Morra (M5s): una tranvia a rischio infiltrazioni di ‘nrdangheta

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Il Senatore Nicola Morra
Il Senatore Nicola Morra

A fare suonare le campane sulla Città di Cosenza che sembrava essere assopita sullo scandalo  “Tranvia” è stato un volantino in dieci punti a firma della Comunità politica del Movimento cattolico NOI e del polo civico “Buongiorno Cosenza. Dopo poche ore la Città aveva ben chiara l’assoluta follia politica che unisce trasversalmente FI e PD in una operazione dal costo di 160 milioni di Euro per una Tranvia inutile, costosa e che devasta la parte buona della Città. Non si è fatto attendere il dettagliato commento del Comitato No Metro, apparso in rete dopo solo poche ore. Il caso Tranvia fa seguito ad altro scandalo che vuole l’Amministrazione della Città più povera d’Italia, Cosenza, concentrata a sperperare danaro pubblico, come nel caso dell’inaugurazione del ponte di Calatrava costruito, tra l’altro, con parte dei fondi originariamente destinati all’edilizia popolare. Una situazione che ha generato sacche di nuove povertà tali, da avere sollecitato l’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano Mons. Francesco Nolè a rilasciare una dichiarazione in occasione della presentazione della campagna dell’8X1000, che sembra essere il sigillo sulla situazione generata dalla politica a Cosenza:

“le opere di modernizzazione urbana, come l’imponente ponte di Calatrava, in realtà non incidono sulla povertà dei cittadini, dai giovani con contratti a termine ai padri separati. È ora di aprirci agli altri e dire: io ci sono”.

IL SENATORE NICOLA MORRA (M5S): UNA TRANVIA CON PERICOLO DI INFILTRAZIONI DELLA ‘N’DRANGHETA”
E sempre a proposito di quanto sta per accadere con questa Tranvia che lo stesso attuale Sindaco Mario Occhiuto non voleva, al punto tale da avere sottoscritto per il No Metro in fase di campagna elettorale, tradendo, quindi, gli elettori, interviene con un comunicato il Senatore Nicola Morra che afferma:

“Un accordo così “ampio” da coinvolgere tutti i partiti che fanno finta di combattersi, dietro “opere compensative” così numerose e costosissime a Cosenza, e forse in Calabria, non si era mai visto. Un accordo fatto così in fretta su una tranvia stile anni ‘50 milanesi, invece di sedersi attorno un tavolo e firmare per un nuovo Ospedale di cui la gente ha più bisogno è vergognoso. Ma a Cosenza e in Calabria la politica non decide per il bene comune, purtroppo. E così capita di ritrovarsi tra qualche mese l’inizio dei lavori di un accordo di programma che si tramuterà un un vero e proprio scempio per il forte impatto ambientale e l’alto inquinamento acustico e uno spreco di denaro pubblico senza precedenti così come ben sottolineato dal Comitato NoMetro. Si spenderanno 160 milioni di euro per una tranvia rumorosa che rappresenta l’età della pietra dei trasporti pubblici che avrà costi di gestione altissimi che pagheranno i cittadini con altre tasse”.

UNA METRO INUTILE. ATTENZIONE ALLA ‘NDRANGHETA
Il Senatore pentastellato punta il dito contro una possibile infiltrazione nell’affare: “Ci chiediamo come sia possibile credere e far credere ai cittadini che un mezzo che impiegherà 45 minuti per andare da Cosenza a Rende sia veramente concorrenziale all’auto.

Ci chiediamo soprattutto come sia possibile un accordo così ampio e sbrigativo per costruire un’opera così inutile e così costosa e farla costruire ad un consorzio di imprese, uniche a partecipare alla gara d’appalto, alcune delle quali attenzionate dalla magistratura di Milano in inchieste su voti di scambio con la ‘Ndrangheta.

I FATTI DELLA PROCURA DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI MILANO
Ricordiamo tutti infatti come l’ombra oscura della criminalità organizzata si sia non molto tempo fa poggiata sulla tranvia cosentina, quando un ciclone politico giudiziario si abbatté su Milano con un ondata di arresti e coinvolgimento di numerosi “colletti bianchi” grazie ad una maxi inchiesta coordinata dalla Procura distrettuale antimafia milanese. Tra gli arrestati c’era anche Vincenzo Giudice, padre di Sara Giudice, candidata alla regione Lombardia, all’epoca dei fatti presidente del Cda della Metro Engineering Srl una società partecipata della Metropolitana milanese S.p.A., reo ‘d’aver stretto accordi con il Clan Grillo-Mancuso‘. L’accordo prevedeva lo scambio della promessa di ‘raccogliere voti a favore della figlia dello stesso Giudice in cambio della concreta possibilità di assegnazione preferenziale di appalti e Lavori Pubblici per la costruzione della metropolitana leggera di Cosenza-Rende‘. Anche se la posizione di Giudice è stata archiviata, rimane il dubbio forte delle promesse fatte attraverso un faccendiere di nome Cosentino”.

NICOLA MORRA: LO DENUNCIO’ ANCHE ROBERTO OCCHIUTO. MA I FRATELLI NON SI PARLANO?
Morra conclude lanciando: “Sollecitiamo il Sindaco di Cosenza Occhiuto e di Rende Marcello Manna se sia stata vagliata l’eventualità di aver firmato per una appalto inquinato dalla Ndrangheta. Ci chiediamo se siano stati valutati accuratamente tutti gli aspetti dell’intera vicenda e siano state verificate realmente anche le più remote possibilità per cui non ci siano precostituite le condizioni per consentire alla ‘Ndrangheta l’affidamento dei lavori della metro Cosenza – Rende, così come a suo tempo già denunciato dall’On.le Roberto Occhiuto, forse dobbiamo pensare che tra fratelli non si parlano?”

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