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martedì, Marzo 9, 2021

Giorgio Napolitano: STOP alle condotte inopportune dei giudici. Fabio Gallo: Giustizia ringrazia

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Giorgio Napolitano e l’indispensabile riforma della Giustizia Italiana

‘A disorientare i cittadini contribuiscono alcune tipologie di condotta che innescano periodicamente spirali polemiche e acuiscono tensioni”. E’ il monito lanciato da Giorgio Napolitano, intervenuto al plenum del Csm. ”In particolare – ha spiegato – esternazioni esorbitanti, assunzioni inopportuna di incarichi politici”.

IN PARLAMENTO I VESSILLI DEGLI INTOCCABILI

”Mi auguro che ci sia la massima fermezza nel reagire alle resistenze” alle riforme sulla giustizia. Lo afferma Giorgio Napolitano al Plenum del Csm. ”Ci sono degli intraprendenti parlamentari che sventolano vessilli di santuari intoccabili. Mi auguro che possano arginarsi” in Parlamento ”pressioni di questa natura”.

COMPORTAMENTI MAGISTRATI SFUGGONO ALLA SANZIONABILITà

Alcuni comportamenti dei magistrati ”sfuggono alla sanzionabilita’ disciplinare per la rigida tipizzazione voluta dal legislatore nel 2006”. Lo afferma Giorgio Napolitano intervenendo al Csm. Napolitano invita le forze politiche a porre ”meditato rimedio. Si e’ in presenza di vuoti normativi non colmabili in via interpretativa”.

GLI ANALISTI: DA GIUSTIZIA GIUSTA DIPENDE FUTURO VALORE ITALIA

A parere degli esperti di analisi le parole del Presidente della Repubblica in merito ad una riforma della Giustizia italiana che ponga un limite reale a inopportuni comportamenti da parte dei Giudici porterà molti benefici nel mondo del lavoro, delle produttività e della finanza italiana. Un nuovo modello di economia, indubbiamente, si fonda su una “Giustizia Giusta” ove, come ha affermato Camilleri, il cittadino onesto, non deve temere che denunciare debba essere sinonimo di uscire da un Tribunale con le ossa rotte da denunciato.

FABIO GALLO: PERSEGUITATO DA MAGISTRATO CHE FU CAUSA DI CONDANNA ALL’ITALIA

La magistratura, inoltre, ci permettiamo di aggiungere allo stimatissimo Presidente Giorgio Napolitano, deve operare lontano dalla propria città di origine ove diventano più forti della Giustizia i personalismi, le amicizia di famiglia e i tessuti sentimentali e parentelari. Essi sono un limite invalicabile all’esercizio dei valori della Democrazia com’è stato dimostrato nel 2007 dalla Corde dei Diritti dell’Uomo che per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana ha condannato la Repubblica italiana per la violazione dell’Art. 10. La Grande Camera di Strasburgo, il 17 Luglio 2007, infatti, condannò l’Italia (tutta) per colpa di una sola persona, un magistrato all’epoca capo della Procura della Repubblica di Cosenza (Alfredo Serafini) che letteralmente “perseguitò” il noto esponente della cultura Fabio Gallo che, difendendosi da vero italiano senza mai perdere fiducia nella “Giustizia”, quella vera, ottenne una vita rovinata dal magistrato ma la vittoria contro lo stesso in oltre otto processi. Il Magistrato Alfredo Serafini, in questo clamoroso caso costato la faccia alla Repubblica Italiana (mai indagato ispezionato, tra l’altro, dal Ministero di Giustizia competente che avrebbe potuto evitare un vero dramma) impunemente utilizzo il suo ruolo per colpire continuamente Fabio Gallo che, invece, Giudici e Magistrati di tutt’Italia ritennero innocente.

Una storia, quella di Fabio Gallo, per davvero incredibile che dimostra, però, come esista chi come lo stesso Gallo, non smette di credere che la Giustizia e lo Stato esistano per davvero, fino a vincere di questa fede.

FABIO GALLO, LA LOTTA, LE VITTORIE INSIEME ALLO STATO

Per conoscere i dettagli di questa vicenda clicca qui: http://www.ilparlamentare.it/2011/05/fabio-gallo-assolto-a-milano-messina-cosenza-emerge-la-persecuzione-del-procuratore-alfredo-serafini/

In ricordo di questa tragica storia ha affermato Fabio Gallo ” prima o poi, appena pubblicherò il libro (già pronto ndr.) sull’intera vicenda, il Presidente della Repubblica Italiana troverà il modo per chiedere scusa a tutta la mia famiglia a partire da mia madre che a causa dei mille dispiaceri procurati dalle gravissime e impunite ingiustizie subite dal Procuratore Alfredo Serafini di Cosenza, è oggi affetta da Alzheimer e ridotta su una sedia a rotelle, documento e testimonianza delle peggiori violazioni dei Diritti umani. La stessa cosa farà il Consiglio Superiore della Magistratura perché un modello di Democrazia che funziona e ha valore nel mondo deve essere capace, quando necessario di dire “mea culpa”.

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