Fabio Gallo su parità di accesso a Internet, l’Articolo aggiuntivo della Costituzione (34 bis)

Fabio Gallo ne parlava già nel 2006 ad Assisi e dopo circa dieci anni potrebbe diventare, proprio come anticipò l'esperto, un bene comune da tutelare. Parliamo di Internet, dell'Accesso alla Rete. Ma Gallo andò avanti: tutelare la rete in quanto Memoria Umana e strumento di esercizio della tutela dei Diritti Umani.

internetretegestione della conoscenza- costituzione

Gestione della Conoscenza e Intelligenza Connettiva

A cura di ComunicareITALIA.IT/

Un articolo aggiuntivo della Costituzione (il 34-bis) sulla parità di accesso a Internet. Ne sta discutendo il Senato. Il testo è in discussione in commissione Affari Costituzionali al Senato e nasce da due ddl uno a firma di Francesco Campanella (Misto- Italia Lavori in Corso), che è stato votato come testo base e uno di Stefano Lucidi del M5s. Il 10 giugno prossimo scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Il testo prevede che:

“Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete internet, in modo neutrale, in condizione di parità e con modalità tecnologicamente adeguate. La Repubblica promuove le condizioni che rendono effettivo l’accesso alla rete internet come luogo ove si svolge la personalità umana, si esercitano i diritti e si adempiono i doveri di solidarietà politica, economica e sociale”.

FABIO GALLO E LA GESTIONE DELLA CONOSCENZA
Abbiamo chiesto il parere di Fabio Gallo, Esperto di gestione della Conoscenza e Intelligenza Connettiva che nel 2006 fu convocato a relazionare ad Assisi, dall’Associazione Avvocati Europei e Assisi Pax International, sul tema della “semplificazione del linguaggio dei popoli“. In quella circostanza, molto lontana dall’attuale nostra capacità di comprendere Internet, disse che la Rete avrebbe gestito la Memoria Umana e, in quanto tale, le Nazioni Unite avrebbero dovuto istituire una commissione idonea a controllare che lo sviluppo dei contenuti della Rete non fossero in contrasto o in palese violazione dei Diritti Umani. All’epoca la teoria sembrava non avere senso ma oggi è il cuore dell’intero sviluppo economico e di tutto quanto è definito il “Potere della Rete” che in pochi anni ha letteralmente rivoluzionato il sapere e la gestione della conoscenza.

“L’approvazione di questo articolo aggiuntivo – ha commentato Fabio Gallo - è un primo passo ma sarà determinante nel prossimo futuro, quando l’accesso ai dati, all’informazione, all’utilizzo dei testi scolastici digitali, dunque la ‘conoscenza’ intesa come pacchetto d’informazioni atte a formare l’individuo, potrebbe essere limitata o a pagamento e dare vita, di fatto, a coscienze di serie A e coscienze di serie B. Una mancanza di attenzione in tal senso può produrre in pochi anni, Nazioni ed economie di serie A e di serie B. Non è un caso se già oggi l’economia nazionale italiana del Turismo e della vendita on line del Made in Italy, dipenda da multinazionali estere che decidono sui motori di ricerca chi deve apparire alla ricerca dell’utente e chi, o cosa, no. L’arretratezza nel campo della gestione della conoscenza ha portato all’Italia un danno enorme. Contrariamente l’Italia, se solo avesse imparato a gestire in Rete il proprio Patrimonio Culturale, avrebbe risolto enormi problemi di lavoro e ripagato il debito pubblico. Il problema del futuro dell’economia mondiale e quindi delle Nazioni ma anche del senso di Giustizia sociale e dei Diritti Umani in generale – ha affermato Fabio Gallo – dipenderà dalla formazione della ‘coscienza’ umana e se la conoscenza è veicolata e gestita da’ motori di ricerca, è chiaro che la Rete e l’accesso ai contenuti, deve essere di tutti, con pari diritti”.

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