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sabato, Agosto 20, 2022

Recovery fund, Herbert Dorfmann: “Spazio alle Regioni”

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L'europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann
L’europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann

a cura della Redazione/

Martedì 9 febbraio il Parlamento europeo ha approvato, dopo mesi di negoziati, il più grande piano di aiuti nella storia dell’Unione europea. «Le Regioni giocheranno un ruolo importante nell’attuazione del Recovery plan», afferma l’europarlamentare PPE Herbert Dorfmann che ha sostenuto una formulazione «che desse più peso alle Regioni» nella risoluzione del Parlamento. Entro aprile, i piani nazionali di ripresa dovranno arrivare a Bruxelles; l’obiettivo è rilanciare l’economia europea rendendola più verde e digitale.

Il risultato del voto è stato reso noto la mattina di mercoledì 11 febbraio. La larga maggioranza dei deputati ha votato a favore di questo piano miliardario per il sostegno dell’economia europea. Centrale sarà il dispositivo per la ripresa e la resilienza, che distribuirà 672,5 miliardi di euro. Di questi, 312,5 saranno concessi a fondo perduto e 360 come crediti, che dovranno finanziare riforme e investimenti negli stati membri.

L’Italia riceverà la maggior parte dei fondi. Si tratta di più di 200 miliardi di euro, di cui 65 a fondo perduto. Quattro quinti di queste risorse dovranno essere dedicati a piani legati alla transizione ecologica e digitale.

Bandiera dell'Europa
Bandiera dell’Europa

Entro fine aprile, i ventisette stati membri dovranno far pervenire a Bruxelles la lista dei progetti che desiderano finanziare al fine di uscire dalla più grave crisi economica dalla fondazione dell’Unione europea. Le risorse cominceranno a essere distribuite solo una volta che la Commissione avrà approvato questi piani. Il commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni, ha affermato che il 70 per cento delle risorse sarà dispiegato tra quest’anno e il 2022; il restante nel 2023.

«Per garantire l’efficacia del nuovo meccanismo è importante che le Regioni siano coinvolte adeguatamente nel processo di presentazione e selezione dei progetti. – sostiene Dorfmann – Le risorse vanno dispiegate rapidamente, al fine di cominciare a gestire il prima possibile le conseguenze della crisi».

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