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venerdì, Gennaio 21, 2022

Parlamentari e legge elettorale: scintille Brunetta-Salvini

Botta e risposta tra Renato Brunetta e Matteo Salvini sui lavori in Parlamento e l'orizzonte elettorale del 2023.

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Renato Brunetta e Matteo Salvini

Matteo Salviniin un intervento fatto questa mattina, ha dichiarato che “la stragrande maggioranza dei parlamentari attualmente ha come unico orizzonte temporale il proprio collegio a marzo 2023”. Il leader del Carroccio ha riferito anche di aver “portato la questione anche al tavolo di Berlusconi, perché la voglia di proporzionale, di confusione e di mandare la palla in tribuna da parte di qualcuno c’è. Mi riferisco ai grandi centri, ai centroni, ai centrini e ai centretti… C’è bisogno di chiarezza”. Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, in serata ha commentato le parole di Matteo Salvini.

“Dalla mia esperienza di questi otto mesi di governo non posso che dare un giudizio straordinariamente positivo del lavoro dei parlamentari tutti, sia di maggioranza che di opposizione”, ha ribattuto Renato Brunetta. Il ministro azzurro ha poi aggiunto: “Tutti i decreti legge, tutta l’attività del governo, è stata dal Parlamento recepita e valorizzata con grande senso di responsabilità e con grande qualità”. Quindi, Brunetta ha sottolineato che questo è stato possibile “grazie al lavoro, lo ripeto ancora una volta, di tutti i parlamentari, che, evidentemente, si preoccupano più della loro responsabilità nei confronti del Paese, che del loro seggio e di questo ne va dato atto”.

Sul tema della riforma elettorale, Renato Brunetta ha dichiarato che “da presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera ho voluto fermamente il Rosatellum. Dichiaro in ogni caso, però, che le leggi elettorali sono figlie del momento storico e del momento politico in cui vengono decise”.

Sul tema è intervenuta anche la senatrice Fiammetta Modena, sempre del gruppo di Forza Italia: “Credo che sarebbe ora di smetterla di insultare i parlamentari che stanno lavorando a pieno ritmo: hanno una visione che è quella del Governo Draghi, lo sostengono con il proprio voto e soprattutto con il proprio lavoro in Parlamento. Non serve a niente e a nessuno continuare a denigrarli, descriverli come inutili soggetti che pensano solo a se stessi, alla sopravvivenza”.

Fonte IlGiornale.it di Francesca Galici

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