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mercoledì, Febbraio 8, 2023

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Il Lazio è la seconda Regione più popolata d’Italia dopo la Lombardia, anch’essa impegnata alle urne in questa tornata elettorale. Insieme, gli elettori delle due Regioni, rappresentano il 26,2% della popolazione italiana, della quale il Lazio, sesta per PIL pro-capite, ne conta il 9,7%. L’importanza di queste elezioni (si vota il 12 e 13 febbraio) sarebbe solo per questo particolare e dovrebbe apparire degna del massimo interesse popolare. Ma c’è molto di più.

La Regione, in generale, rappresenta l’Ente territoriale previsto dalla Costituzione più grande ed importante (art.li dal 114 al 127 in particolare) che per questo gode di autonomia statutaria, legislativa, amministrativa, finanziaria e di indirizzo politico-amministrativo. Il Lazio ha previsto di spendere 15,2 miliardi in investimenti PNRR, fondi EU e nazionali e ha un debito lordo consolidato di 22,7 mld. Chiunque o qualunque Ente abbia una disponibilità per investimenti così ampia e un debito consolidato così pesante, non solo dovrebbe, ma DEVE avere una chiara visione del futuro, una forte capacità programmatica, una sicura disponibilità di uomini e mezzi per la pianificazione, l’attuazione e il controllo di quanto deciso e amministrato.

L’autonomia larga e complessa che la Costituzione riconosce alla Regione è tale che solo la minore capacità della sua governance e del suo governo potrebbe consentire un risultato al di sotto della sufficienza. Ma in questo tempo che viviamo non c’è possibilità di essere men che eccellenti. Se si dovesse perdere questo treno europeo irripetibile, poco modulabile, per niente revisionabile, se si spendesse poco, in ritardo e male, il default del Lazio e della Lombardia potrebbe trascinare l’intera nazione in una crisi molto seria e poco contrastabile.

VISIONE POLITICA CHIARA E CONDIVISIBILE DA TUTTI
Crediamo che alla guida di queste Regioni importanti debbano esserci personecon una “visione” politica chiara per tutti e condivisibile da tutti. E, soprattutto, che sappiano seguire, loro stessi e la loro “squadra”, il motto di don Sturzo: “Servire e non Servirsi della cosa pubblica”. Motto che ho adottato, da convinto seguace del grande sacerdote  sicilianoma soprattutto grande e lungimirante italiano.

L’uomo alla guida è perciò importante, quanto la sua “squadra” politica e amministrativa. Sia per una necessaria  attitudine previsionale delle cose da fare, sia per la capacità di discernimento di ciò che è possibile e prioritario fare, sia per il controllo e per la gestione delle cose in fieri e di quelle già fatte.

FRANCESCO ROCCA E’ L’UOMO GIUSTO
L’uomo giusto adatto a questa impresa ritengo sia Francesco Rocca, che ha anche una chiara esperienza di caratura internazionale (è Presidente della Croce Rossa Internazionale, oltre a esserlo stato fino a poco tempo fa della CRI). Questa qualità è utile alla formazione di una azione programmatica che non si faccia sorprendere da avvenimenti geo-politici che abbiano una ricaduta anche nazionale e locale, come la pandemia, la guerra, con crisi energetica e dei commerci conseguente, che hanno colto gravemente impreparati governi, istituzioni e attori economici e produttivi che hanno rivelato, in molti casi, scarsa capacità reattiva.

Da questa convinzione nasce l’odierna iniziativa alla quale vi chiedo di dare seguito concreto votando il simbolo Francesco Rocca Presidente della Regione Lazio e scrivendo anche il mio nome fra le preferenze, assieme a quello della dottoressa Carolina Casini, esperta dirigente ospedaliera, che potrà dare il suo contributo positivo nel settore principe dell’amministrazione regionale: la Sanità. E Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di una Sanità efficiente nel nostro amato Lazio.

Per chi non mi conosce ritengo di poter essere utile nei settori della Amministrazione Pubblica nei quali sono stato lungamente e variamente impegnato da Carabiniere e da professionista al servizio dello Stato. Ma ritengo prioritari tre di quei settori: la lotta all’Amianto, che conta 6000 morti ogni anno e l’efficientamento energetico degli immobili pubblici e privati. Una mannaia sta forse per calare sui proprietari di immobili: entro il 2030 si dovrà metter mano ad efficientare le nostre case, altrimenti non potranno né essere comprate, né essere vendute, né affittate.

DALL’UE PRESTO UN SISTEMA PUNITIVO PER I CITTADINI. BISOGNA INTERVENIRE SUBITO PER MITIGARE I GRAVI DANNI AGLI ITALIANI
L’EU sta per varare, per le molte decine di milioni di immobili italiani, un meccanismo “punitivo” simile a quello utilizzato per le auto (Euro 6 sta per non bastare più per circolare liberamente e conservare il valore dell’usato). Ciò comporterà negli anni una riduzione tendente a zero del loro valore di mercato per chi non avrà efficientato energeticamente la propria casa. Una condanna biblica. Trovare un sistema di uscita da questo incubo, escludendo la reiterazione impossibile della droga edilizia del 110%, è affare dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, se non per eliminare, almeno per attenuare il danno per le famiglie italiane e non azzerarne la loro ricchezza (più di 9000 miliardi nel 2014, una ”anomalia” per i “frugali” dell’EU, oggi già  molto ridotta da pandemia, guerre, crisi commerciale e energetica che ha costretto a intaccare i risparmi).

Il terzo settore di intervento politico-amministrativo che mi vedrà impegnato ove fossi eletto, sarà il potenziamento del supporto sussidiario regionale tecnico e amministrativo a favore dei Comuni, privi delle necessarie forze operative per essere efficienti punti di spesa, al fine di non vanificare le occasioni che offre l’Europa e il bilancio statale per migliorare infrastrutture e servizi pubblici.

Non solo occorre “Servire e non Servirsi” della cosa pubblica, ma occorre “Far Bene il Bene di tutti”.

Questo è il mio impegno e di chi saprà aiutarmi nell’impresa.

Giampiero Cardillo

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