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domenica, Novembre 28, 2021

Donal Trump spinge sul freno: gli F-35 costano troppo. Cina preoccupata!

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F-35
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La rivoluzione Trump procede e sembra delineare una ottimizzazione delle spese pazze, un addolcimento delle cuspidi tra USA e Federazione Russa e oggi fa preoccupare seriamente la Cina perché il Presidente USA sembra non gradire la politica dell’unica Cina. Il programma degli F-35 e i suoi costi – a parere del Presidente USA sono fuori controllo e annuncia che dopo il 20 Gennaio 2017 saranno risparmiati miliardi di dollari su acquisti militari e di altro genere. Resta intanto alta la tensione con Pechino.  La Cina “è seriamente preoccupata” per le ultime dichiarazioni del presidente Trump in merito alla politica ‘dell’unica Cina’, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang nel corso della conferenza stampa quotidiana. L’ipotesi che Trump possa rivedere le relazioni tra Usa con Taiwan, come ventilato dal tycoon nel corso dell’intervista a “Fox News Sunday di ieri, è infatti “motivo di seria preoccupazione”. Geng ha osservato che la violazione del principio della “Unica Cina” colpirebbe “pesantemente” i rapporti tra Pechino e Washington, dato che il suo rispetto è stato alle “fondamenta delle relazioni bilaterali” e “in oltre tre decenni di relazioni diplomatiche”, da quando nel 1979 gli Usa spostarono la loro attenzione da Taipei a Pechino. Trump, in particolare, ha detto di non sentirsi “legato al politica della ‘Unica Cina’ a meno che non raggiungiamo un accordo con Cina che includa altre cose, tra cui il commercio”. Ieri il presidente eletto aveva inoltre sottolineato di ”non voler che la Cina mi dia ordini” sulla telefonata con Taiwan. Del colloquio con la presidente di Taiwan – ha detto – era stato informato una o due ore prima e che non era stato pianificato con settimane di anticipo, come ipotizzato da alcuni media.

Donald Trump è “ignorante come un bambino”, scrive poi il Global Times, quotidiano cinese controllato dal Partito comunista, commentando le dichiarazioni del presidente americano eletto che ieri si è detto “non vincolato” dalla politica di una unica Cina.

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